
Hojicha vs. Matcha – Qual è la differenza?
Il matcha e l'hojicha vengono entrambi dal Giappone, entrambi si ricavano dalla pianta del tè Camellia sinensis, ed entrambi si sono costruiti negli ultimi anni una community fedele.
Eppure non potrebbero essere più diversi. L'uno è intensamente verde, fresco e ricco di umami. L'altro caldo, tostato e dolce come il caramello. Chi li ha provati entrambi capisce subito: non è questione di "meglio o peggio", è una questione di momento.

Cos’è il Matcha?
Il matcha è tè verde macinato, ma non un tè verde qualunque. La sua particolarità inizia già settimane prima del raccolto: le piante di tè vengono completamente ombreggiate per circa 30 giorni. Senza l'esposizione diretta al sole, le foglie producono più clorofilla e L-teanina, il che spiega il colore verde smeraldo intenso e il caratteristico gusto umami. Dopo il raccolto, le foglie vengono cotte al vapore, essiccate e private di steli e nervature. Quello che rimane si chiama tencha, la base per il vero matcha. Questo viene tradizionalmente macinato su mulini di pietra fino a ottenere una polvere ultrafine. Un processo laborioso, lento e costoso.
Il Ceremonial Grade Matcha, come lo usiamo da Health Bar, proviene dal primo raccolto dell'anno, dalle foglie più giovani e tenere della pianta. Contengono la concentrazione più alta di L-teanina e clorofilla e hanno un sapore corrispondente: delicato, dolciastro, cremoso.

Cos’è l’Hojicha?
L'hojicha condivide la sua origine con il matcha: anche qui la base è Camellia sinensis. Ma poi le strade si separano. L'hojicha non viene ombreggiato né macinato in pietra. Al contrario, foglie di tè più mature, steli e rametti vengono tostati ad alta temperatura.
Questo processo di tostatura cambia tutto. I pigmenti verdi della pianta si degradano e il tè assume una calda tonalità marrone. Allo stesso tempo, grazie alla reazione di Maillard, lo stesso processo chimico che conferisce il loro aroma anche al caffè e ai cereali tostati, si formano nuove sostanze aromatiche: caramello, nocciola, un tocco di vaniglia. Il risultato è un tè che a prima vista ha poco in comune con il matcha e che, dal punto di vista del gusto, va in una direzione completamente diversa.
La differenza decisiva: la caffeina
Una delle differenze più importanti tra hojicha e matcha non è nel gusto, ma nel contenuto di caffeina.
Grazie all'ombreggiatura e all'uso di foglie giovani, il matcha contiene relativamente molta caffeina, a seconda della qualità e del dosaggio tra 30 e 70 mg per porzione. In combinazione con la L-teanina si crea un fenomeno particolare: una lucidità mentale calma, senza il tipico picco di caffeina e il successivo calo che molti conoscono.
L'hojicha, invece, è naturalmente povero di caffeina. Il processo di tostatura elimina gran parte della caffeina: una porzione di hojicha contiene spesso solo 10-15 mg. Questo lo rende la scelta ideale per il pomeriggio, la sera o per chi è sensibile alla caffeina.
Il gusto a confronto
Preparazione: dove sono le differenze?
Entrambi sono disponibili come polvere fine ed entrambi si preparano in modo simile, con una differenza decisiva riguardo all'acqua.
Il matcha si prepara con acqua a 70–80°C. Un'acqua troppo calda distrugge le sostanze aromatiche delicate e rende il matcha amaro. Con una frusta di bambù (chasen) la polvere viene montata con rapidi movimenti a W o a M, fino a formare una schiuma fine.
L'hojicha, grazie al processo di tostatura, è decisamente più robusto. Qui si può lavorare anche con acqua più calda, fino a 90°C, senza che il gusto ne risenta. Questo rende la preparazione un po' più semplice.
Entrambi sono perfetti per i latte: basta montare la polvere, aggiungere latte montato o un'alternativa vegetale, ed è fatto. Lo Hojicha Latte è particolarmente amato la sera, perché è caldo, saziante e povero di caffeina.

Quando si beve cosa?
Alla fine non è una scienza, ma una questione di momento.
Il matcha è il compagno ideale per il mattino o il primo pomeriggio. Chi ha bisogno di lucidità mentale, vuole lavorare concentrato o cerca semplicemente un valido sostituto del caffè, qui troverà pane per i suoi denti.
L'hojicha si adatta alla seconda metà della giornata. Dopo pranzo, come rituale pomeridiano o la sera sul divano: l'hojicha scalda, rilassa e non disturba il sonno. È inoltre una buona scelta per chi non ha ancora scoperto del tutto il gusto del matcha: l'aroma tostato è più accessibile, meno "verde" e ricorda un po' il caffè o il cacao.
Conclusione: hojicha o matcha, cosa fa per te?
Matcha e hojicha non sono concorrenti, sono complementari. Chi li ha entrambi in dispensa ha il tè giusto per ogni momento: al mattino il matcha che concentra, la sera l'hojicha che rilassa.
Se non sei ancora sicuro/a da dove iniziare, il nostro Discovery Set li contiene entrambi ed è il modo più semplice per scoprire da solo/a quale ti si addice di più.

